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Intervista a Luigi Dedoni

 

Inizio 16/08/2014 fino al 16/08/2014
In occasione dell'apertura del suo nuovo ristorante, abbiamo intervistato un'autentica pietra miliare della ristorazione sarda.

 

 

Luigi Dedoni. Chi lo conosce in città, sa che non gli è mai mancata la sua spiccata dote di ospitalità e gentilezza. Classe 1958, gergese doc, Luigi Dedoni da 35 anni nel settore della ristorazione, è una sorta di decano del mestiere: prima i ristorantini a Gergei e Ortacesus, successivamente con "Il Cenacolo" (Corso Vittorio Emanuele) e gli storici "Su Cumbidu", "Su Procciu", "Sa Schironada" e non ultimo un ristorantino spagnolo e poi adesso con l'ultimo nato in casa "Dedoni", sito in via Angioy. 82  (Tel. 070/311.009)


Signor Luigi, la domanda è quasi d'obbligo: cosa è cambiato in questo settore, della ristorazione per l'appunto, che insieme a tanti altri ha risentito della forte crisi?
«La crisi si è fatta sentire, non possiamo dire di no, ma fortunatamente sono ancora in tanti che comprendono che mangiare bene e mangiare sano ha un suo prezzo, che non deve spaventare il cliente, anzi. Noi da sempre abbiamo cercato di creare un equilibrio, far spendere il giusto ma far andare via la gente soddisfatta. E facciamo muovere il commercio locale, compriamo tutto dai produttori sardi, locali, valorizzando quelle aziende che ancora producono secondo la tradizione di un tempo. La gente se ne accorge e torna».

 

A questo punto, qual è l'ingrediente che non deve mancare nella vostra cucina?
«Chi ama il pesce può vederlo cucinato e servito in tanti modi, per la carne la stessa cosa, alla brace. Le zuppe di pesce, lo spaghetto allo scoglio, gli antipastini di terra e mare, i taglieri, potremo dire che ogni ingrediente è Sardo doc perché da sempre è stata la nostra vocazione, quella di dare risalto a quello che noi stessi sardi produciamo».

 

Territorio, tracciabilità e stagionalità sono quindi alla base della vostra cucina?
«Esatto. I cibi sono preparati con le materie prime della nostra Terra. Ma c'è anche un bel progetto di cui i clienti possono beneficiare, ossia quello di creare degli itinerari turistici e visite guidate eno-gastronomiche nelle aziende locali. Si può fare: le persone mangiano da noi e possono conoscere dal vivo come vengono prodotti alimenti e pietanze».

 

Quanto incide avere un Buono Staff di collaboratori nei vostri locali e nell'attuale Ristorante?
«E' fondamentale, è palese dirlo, ma è basilare. E? inutile mangiare benissimo se poi il cliente è trattato male o in modo sgarbato. Da sempre stiamo attenti alla cortesia, professionalità, gentilezza ed ospitalità ed i nostri collaboratori hanno il sorriso perché si sentono come a casa loro ed i clienti pure».


Grazie per questa breve ma significativa intervista. Un In bocca al lupo.
«Grazie a Voi e Buon lavoro ed un saluto affettuoso ai vecchi e nuovi clienti/amici».

 
 
 
 
 

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